7 min di lettura

Perché le genealogie di Matteo e Luca sono diverse?


I lettori che chiedono perché le genealogie di Matteo e Luca sono diverse hanno notato un vero problema, non una semplice variante ortografica. Matteo 1 traccia la linea da Abramo, attraverso Salomone figlio di Davide, fino a Giuseppe, del quale chiama Giacobbe il padre. Luca 3 procede all'indietro da Gesù attraverso Giuseppe, presenta Giuseppe come «di Eli» e raggiunge Davide attraverso un altro figlio, Natan. Le liste condividono per breve tempo i nomi Salatiel e Zorobabele, poi si dividono di nuovo.

Fin dall'antichità i cristiani hanno proposto diverse conciliazioni, ma i Vangeli non si fermano per identificarne una. Una risposta corretta mostra che cosa spieghi ogni proposta e che cosa debba presumere. Domanda anche che cosa gli evangelisti volessero ottenere con le loro genealogie, perché nessuno dei due presenta l'elenco come un moderno registro civile.

Perché le genealogie di Matteo e Luca divergono dopo Davide

Il confronto generale rende visibile la divergenza:

TappaMatteo 1Luca 3
Direzione ed estensioneDa Abramo in avanti fino a GesùDa Gesù all'indietro attraverso Adamo fino a Dio
Ramo di DavideSalomone e la successione regaleNatan, un altro figlio di Davide
Punto d'incontro nell'epoca dell'esilioIeconia → Salatiel → ZorobabeleNeri → Salatiel → Zorobabele
Ramo dopo ZorobabeleAbiud e discendentiResa e discendenti
Padre nominato di GiuseppeGiacobbeEli

Prima di Davide, i due elenchi condividono in linea generale la genealogia patriarcale da Abramo, anche se Luca prosegue oltre Abramo fino ad Adamo. Fra Davide e Giuseppe, la maggioranza dei nomi è diversa.

Matteo collega Salatiel a Ieconia; Luca lo colloca dopo Neri. Matteo continua attraverso Abiud, mentre Luca attraverso Resa. Potrebbero essere le stesse figure dell'epoca dell'esilio descritte mediante rapporti differenti, oppure persone posteriori che portavano gli stessi nomi comuni. Il testo non lo specifica.

Per questo un buon confronto fra Matteo 1 e Luca 3 deve partire dalle colonne effettive. Ogni armonizzazione proposta deve spiegare la divisione fra Salomone e Natan, Giacobbe ed Eli e i discendenti differenti dopo Zorobabele.

Quattro spiegazioni e il prezzo di ciascuna

La tesi della linea di Maria afferma che Matteo registri l'ascendenza di Giuseppe, mentre Luca fornisca quella di Maria esprimendone la discendenza attraverso il nome del marito. In questa lettura Eli sarebbe il padre di Maria e Giuseppe suo genero. La proposta conserva una linea biologica attraverso ciascun genitore ed è comune nell'insegnamento cristiano. Il suo costo è testuale: Luca nomina Giuseppe, non Maria, e non chiama esplicitamente Eli suocero di Giuseppe. Il lettore deve dedurre questa convenzione.

Un'antica spiegazione leviratica o di parentela legale compare in una tradizione di Giulio Africano conservata da Eusebio. Africano sostiene che Mattan, della linea di Salomone, e Melchi, della linea di Natan, abbiano avuto successivamente figli dalla stessa donna. I loro figli Giacobbe ed Eli sarebbero quindi stati fratellastri per parte di madre. Dopo la morte di Eli senza figli, Giacobbe avrebbe generato Giuseppe per conto di Eli. Giuseppe poteva così essere figlio naturale di Giacobbe e figlio legale di Eli. La soluzione affronta direttamente i due padri e i due rami davidici, ma la tradizione non è confermata e la sua sequenza da Melchi a Eli non corrisponde a Mattat e Levi nel testo consueto di Luca.

Una più ampia tesi della linea legale rispetto a quella biologica tratta un Vangelo come una successione legale, dinastica, adottiva o ereditaria, e l'altro come discendenza biologica. Si adatta a un mondo nel quale «figlio» poteva esprimere più della paternità genetica immediata. Se però non fornisce un preciso evento legale, può limitarsi a rinominare l'enigma. Deve ancora spiegare perché ogni rapporto nominato appartenga alla linea assegnata.

Infine, una lettura della selezione letteraria comincia dallo scopo di ciascun evangelista. Matteo modella una genealogia regale, incentrata sull'esilio, in tre gruppi e include donne importanti; Luca colloca la propria genealogia dopo il battesimo di Gesù e la estende fino ad Adamo. La selezione spiega perché un autore possa omettere generazioni o disporre teologicamente i nomi. Da sola, però, non spiega come Giacobbe ed Eli possano stare entrambi accanto a Giuseppe. Molti interpreti combinano quindi la composizione letteraria con una delle proposte di parentela.

Queste letture non sono identiche, e Day 4 non dovrebbe dichiararne una risolta in nome della Scrittura. Il lettore può valutare quanto ciascuna spieghi e quanta storia non dichiarata richieda.

Giuseppe, Giacobbe, Eli e la parola «figlio»

La grammatica di Matteo è diretta: Giacobbe generò Giuseppe, marito di Maria. Luca introduce Gesù come figlio, secondo quanto si riteneva, di Giuseppe e presenta poi una catena tradotta convenzionalmente «di Eli, di Mattat», senza ripetere il sostantivo «figlio» a ogni passaggio. La forma compatta permette di discutere il tipo di rapporto inteso, ma non cancella il nome Eli.

Le famiglie antiche potevano calcolare la discendenza attraverso nascita biologica, matrimonio, adozione, eredità o successione regale. Il matrimonio leviratico in Deuteronomio 25 offre un meccanismo biblico mediante il quale un figlio poteva preservare il nome di un uomo morto pur avendo un altro padre biologico. Giulio Africano applica questo genere di logica a Giuseppe. I Vangeli stessi non raccontano un matrimonio simile nell'ascendenza di Giuseppe.

La conclusione più sicura è circoscritta: Matteo associa Giuseppe a Giacobbe e alla linea regale salomonica; Luca lo associa a Eli e alla linea di Natan. «Genealogia di Maria», «linea legale» e «rapporto leviratico» sono interpretazioni dei dati, non intestazioni stampate da Luca.

I tre gruppi di quattordici di Matteo sono intenzionali

Matteo invita il lettore a vedere tre serie di quattordici: da Abramo a Davide, da Davide all'esilio e dall'esilio al Messia. Il confronto con l'Antico Testamento mostra che l'elenco è selettivo. Per esempio, 1 Cronache colloca Acazia, Ioas e Amazia fra Ioram e Ozia, mentre Matteo passa direttamente da Ioram a Ozia. Una genealogia può dunque tracciare la discendenza senza nominare ogni generazione intermedia.

Molti studiosi collegano quattordici al nome ebraico di Davide, דוד. In un comune calcolo del valore delle lettere, ד vale quattro, ו vale sei e ד vale quattro: quattordici. Ciò rafforzerebbe l'enfasi di Matteo su Gesù come figlio di Davide. È una proposta letteraria solida, ma Matteo non esegue mai esplicitamente il calcolo per i lettori.

Anche il conteggio dipende dalle scelte ai confini. Davide e l'esilio funzionano come punti di svolta, e il modo in cui Matteo formula il testo indica al pubblico come abbia raggruppato il materiale. Il punto non è che ogni manoscritto conservato offra una somma da foglio di calcolo priva di difficoltà secondo ogni metodo moderno. Il punto è che l'autore annuncia e modella una disposizione in tre parti.

Le omissioni dimostrano una compressione intenzionale, non autorizzano a inventare nomi mancanti. La guida specifica sulle lacune nelle genealogie bibliche esamina ciò che i verbi genealogici possono e non possono stabilire. Spiega inoltre perché una lista da sola potrebbe non sostenere un totale esatto degli anni da Adamo a Gesù.

Che cosa cambiano le differenze—e che cosa non cambiano

Entrambi gli evangelisti collocano Gesù dentro la storia d'Israele e lo collegano a Davide. Matteo porta in primo piano Abramo, regalità, esilio e restaurazione. Luca allarga l'orizzonte, attraverso Abramo, fino ad Adamo. Le loro diverse strutture formulano affermazioni teologiche ancora prima che il lettore risolva ogni rapporto familiare.

La discrepanza non deve essere nascosta né ingigantita. Non fornisce un anno esatto per la nascita di Gesù, e una soluzione proposta non va presentata come se fosse dichiarata dal Vangelo. I cristiani possono ragionevolmente preferire armonizzazioni differenti condividendo la fiducia nelle affermazioni centrali degli evangelisti su Gesù.

Il Rotolo delle Generazioni di Day 4, disponibile in abbonamento, permette di seguire una linea registrata da Adamo. Non decide fra la genealogia di Matteo e quella di Luca né trasforma una spiegazione contestata in un fatto dell'app.

Domande frequenti

Perché le due liste non concordano fra Davide e Giuseppe?

Matteo segue Salomone, figlio di Davide, e una linea regale; Luca segue Natan, figlio di Davide. Condividono i nomi Salatiel e Zorobabele ma forniscono rapporti circostanti diversi, per poi separarsi ancora. Le spiegazioni proposte comprendono due linee genitoriali, discendenza legale rispetto a biologica, rapporti familiari leviratici e selezione intenzionale di ciascun autore. I Vangeli non identificano esplicitamente una conciliazione.

La linea di Luca è davvero quella di Maria?

Può essere letta così, e molti cristiani lo fanno: Eli sarebbe il padre di Maria e Giuseppe suo genero. La tesi dà a Gesù una linea davidica biologica attraverso Maria. Il limite è che Luca nomina Giuseppe nella catena e non dice mai «Maria, figlia di Eli». Chiamarla genealogia di Maria è dunque un'interpretazione, non l'intestazione di Luca.

Chi era il padre di Giuseppe: Giacobbe o Eli?

Matteo nomina Giacobbe; Luca colloca Eli subito dopo Giuseppe. Giulio Africano propose che Giacobbe fosse il padre biologico di Giuseppe ed Eli il padre legale attraverso un accordo leviratico. Altri interpreti ricorrono a un suocero, all'adozione o alla successione legale. Ciascuna ipotesi può rendere possibili due rapporti, ma l'evento familiare sottostante non viene narrato in nessuno dei due Vangeli.

Perché Matteo conta tre volte quattordici generazioni se i nomi non tornano?

Matteo comprime intenzionalmente l'ascendenza e la organizza intorno a Davide e all'esilio. Il confronto con Cronache conferma che alcuni re sono omessi. Quattordici potrebbe inoltre richiamare la somma dei valori delle lettere ebraiche del nome di Davide, benché Matteo non lo dica. I gruppi annunciati sono una genealogia letteraria con nomi selezionati e figure di confine, non l'affermazione che nessuna generazione sia stata saltata.

Fonti:

  1. Matteo 1:1–17
  2. Luca 3:23–38
  3. 1 Cronache 3
  4. Eusebio, Storia ecclesiastica I.7, che conserva Giulio Africano
  5. studio di Cambridge sulle tradizioni leviratiche

Le differenze restano visibili. Una buona interpretazione rende visibili anche i propri presupposti.